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Sabato 7 ottobre allo Starhotels Du Parc il COPD research day

Si incontreranno a Parma i maggiori esperti nazionali e internazionali nel campo della broncopneumopatia cronica ostruttiva

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“COPD research day” è il convegno in programma sabato 5 ottobre, occasione per riunire a Parma i maggiori esperti italiani e internazionali per parlare delle più recenti evidenze disponibili sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata dall’ostruzione irreversibile delle vie aeree. L’appuntamento, che si terrà allo Starhotels Du Parc di Parma, è organizzato dal Prof. Gaetano Caramori, Direttore della Unità operativa complessa di Clinica pneumologica del Maggiore, insieme al Prof. Alfredo Chetta, già primario del reparto.

La BPCO rappresenta un grave e crescente problema per la sanità pubblica in quanto è ancora una delle principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo. Nonostante una corretta gestione della malattia possa migliorare lo stato di salute generale dei pazienti, l’elevata percentuale di fumatori di sigarette insieme all’impatto dell’invecchiamento nella popolazione, faranno sì che questa rimanga una sfida per i medici dal punto di vista epidemiologico a livello mondiale.

Inoltre, l’attuale trattamento personalizzato della BPCO non è ancora in grado di modificare completamente la storia naturale della malattia nei suoi diversi e complessi fenotipi clinici né di soddisfare pienamente le aspettative dei pazienti. Esistono infatti collegamenti molecolari, ancora largamente sotto investigati, tra BPCO, cancro del polmone e fibrosi polmonare idiopatica (IPF), tutte malattie legate al fumo ma con diverse espressioni clinico-patologiche.

Per questi motivi, l’incontro promosso dal team dell’Unità operativa Clinica pneumologica, rappresenta un importante luogo di confronto tra esperti italiani e internazionali sulle più recenti evidenze disponibili della patogenesi molecolare e sui nuovi approcci terapeutici. Occasione per comprendere meglio i passi avanti fatti nel campo della ricerca con l’obiettivo di scoprire nuovi bersagli terapeutici e biomarcatori prognostici, che potrebbero in futuro consentire di controllare meglio la malattia.

Ultimo aggiornamento contenuti: 03/06/2024