La ricerca della Clinica Geriatrica

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L’attività di ricerca per il trattamento del paziente anziano in cura presso l’Unità Operativa di Clinica Geriatrica si articola in tre linee principali: fragilità, patologia tiroidea e patologia cerebrovascolare.

Nell’ambito dello studio dei fattori di rischio che condizionano il progressivo declino della funzionalità fisica e lo sviluppo della condizione di fragilità e di disabilità del soggetto anziano, particolare attenzione è dedicata allo studio della malnutrizione e della sarcopenia, condizioni fisiopatologiche che caratterizzano la sindrome della fragilità nell’invecchiamento. Inoltre il tema dell’appropriatezza prescrittiva nel soggetto polipatologico è oggetto di particolare impatto sugli esiti clinici avversi, pertanto oggetto di studio. La Clinica Geriatrica è centro coordinatore nazionale del Nutrition Day in the nursing home, iniziativa mondiale che ha lo scopo di combattere la malnutrizione in vari setting assistenziali. Il reparto è inoltre coinvolto nella conduzione di diversi studi internazionali sull’identificazione ed il trattamento della fragilità nell’anziano quali lo studio “SUNFRAIL”, sulle tecniche di prevenzione e gestione del paziente coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, e lo studio “SPRINT”, sulla sarcopenia, fragilità fisica e le strategie di intervento. L’Attività di reparto ed ambulatoriale attraverso un team multidisciplinare (Geriatri, Neurologi, Infermieri di Ricerca, Laureati in Scienze Motorie, Neuropsicologa) è collegata con progetti di ricerca clinica di rilevanza nazionale ed internazionale mirati all’identificazione ed al trattamento della fragilità fisica e cognitiva. In particolare sono in corso i progetti:

  • La malattia renale cronica come determinante dismetabolico di disabilità nella popolazione anziana. Studio osservazionale multicentrico su soggetti ospedalizzati. Centro coordinatore: INRCA Ancona – Bando di Ricerca finalizzata del Ministero della Salute.
  • Interceptor conversione della condizione di deterioramento cognitivo lieve a demenza: il contributo dei biomarcatori nell’identificare i pazienti candidati alla prescrizione di farmaci con possibile azione modificante la storia della malattia  Bando AIFA per la selezione di Centri per i Disturbi Cognitivi e per la Demenza. Obiettivo primario è quello di valutare la conversione a tre anni di Alzheimer, valutando i pazienti che rimarranno in una condizione di stabilità e quelli che avranno una reversione al profilo cognitivo normale. 
  • Invecchiamento neuromuscolare: meccanismi ed implicazioni funzionali (NeuAge) – Bando PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale). Un progetto sull’invecchiamento del sistema motorio ed in particolare del controllo neuromuscolare e della progressiva riduzione della massa e della forza muscolare che conduce alla perdita di indipendenza. Vuole inoltre verificare la reversibilità del deterioramento neuromuscolare dopo il programma di training con l’esercizio fisico.

Nei soggetti anziani la patologia tiroidea assume una notevole rilevanza per la frequenza con cui si manifesta nella tarda età e per le comorbidità da cui sono affetti. Le ricerche in atto in questo settore hanno lo scopo di studiare i rapporti tra le malattie alla tiroide nelle diverse fasce di età, individuare caratteri diagnostici del nodulo tiroideo utilizzando metodiche di biologia molecolare e studiare l’epidemiologia e la clinica del carcinoma della tiroide.

La patologia cerebrovascolare acuta rappresenta un altro importante campo di ricerca per la Clinica Geriatrica. In particolare viene studiato il ruolo del profilo metabolico come determinante dell’esito della trombolisi ed i fattori che portano ad un ritardo di ospedalizzazione. A tale riguardo la struttura semplice Stroke Care ha coordinato uno studio multicentrico denominato “E.R.O.I.”, finanziato dalla regione Emilia-Romagna, il cui scopo era verificare l’efficacia di una campagna educativa sulla popolazione al fine di ridurre i tempi di accesso in pronto soccorso e favorire il trattamento tempestivo dell’ictus. Altri studi in corso riguardano l’analisi di fattori quali età ed infezioni che possano predire l’ictus acuto, lo studio del sottoutilizzo della terapia anticoagulante nel paziente fibrillante anziano e lo studio del rischio di infarcimento emorragico della lesione ischemica in relazione al tipo di terapia utilizzata (antiaggregante o anticoagulante).

 

Ultimo aggiornamento contenuti: 08/02/2021