La ricerca in Cardiochirurgia

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L’attività di ricerca svolta dall’Unità Operativa di Cardiochirurgia si basa su progetti di ricerca clinica, dati dall’analisi retrospettiva di risultati ottenuti grazie all’impiego di innovative tecniche chirurgiche, e sui temi della ricerca di base. 

In particolare viene effettuata la valutazione di specifici aspetti operatori e postoperatori della rivascolarizzazione cardiaca con bypass coronarico. L’Unità Operativa di Cardiochirurgia partecipa infatti all’implementazione di un registro internazionale europeo di raccolta dati sui bypass coronarici (E-CABG), che vede coinvolte ben 15 istituzioni cardiochirurgiche europee.

L’Unità Operativa di Cardiochirurgia partecipa inoltre ad un analogo registro internazionale europeo prospettico di raccolta dati sulla chirurgia valvolare aortica  (E-AVR) per una analisi dettagliata dei risultati di tutte le metodiche e gli approcci  impiegati per la chirurgia valvolare aortica.

Vengono inoltre analizzati i risultati ottenuti con l’impiego di nuove tecniche mini-invasive nella terapia chirurgica della stenosi aortica con impianto di protesi valvolari per via percutanea e nella correzione di severe patologie aortiche come gli aneurismi e le dissezioni, anche con l’impiego di endoprotesi aortiche.

Nell’ambito della ricerca di base, svolta in collaborazione con altri Istituti di ricerca, proseguono  i progetti di  studio sui nuovi markers biochimici nell’ipertrofia cardiaca impiegando metodiche di proteomica con la Johns Hopkins’ University di Baltimora.

Con i Colleghi della Terapia Intensiva Cardiochirurgica si studiano principalmente le nuove metodiche di monitoraggio ecografico non invasivo della funzione cardiaca, circolatoria e respiratoria dei pazienti nella fase post operatoria, al fine di migliorare l’identificazione dei quadri patologici e ridurre l’impiego delle radiazioni ionizzanti (Rx Torace). L’applicazione di una di queste tecniche, pubblicata nel 2010, è stata recentemente inserita nella linee guida americane per sostituire la radiografia del torace di controllo a seguito della procedura chirurgica. Inoltre, è stato recentemente avviato uno studio di confronto fra il monitoraggio emodinamico non invasivo ecografico e quello cruento tradizionalmente impiegato nel paziente critico in terapia intensiva cardiochirurgica. E’ infine attualmente in corso un trial clinico randomizzato sull’impiego della guida ecografica per il posizionamento dei cateteri in vena succlavia.

 

Ultimo aggiornamento contenuti: 12/06/2020