Segnalazione di illeciti (Whistleblowing)

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Cosa si intende per Whistleblowing?

E’ il dipendente che effettua segnalazioni di illeciti. Il termine “whistleblower”, anglosassone, significa letteralmente “soffiare il fischietto” (come le segnalazioni di un arbitro o di un poliziotto), utilizzato nel Piano Nazionale Anticorruzione. Il whistleblower è chi testimonia un illecito o una irregolarità sul luogo di lavoro, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, e decide di segnalarlo a una persona o a un’autorità che possa agire efficacemente al riguardo. Quest’ultimo svolge un ruolo di interesse pubblico, dando conoscenza di problemi o pericoli all’ente di appartenenza. Sono considerate rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamenti, reati o irregolarità a danno dell’interesse pubblico, con esclusione, delle lamentele di carattere personale del segnalante.

Legge n. 190/2012 e Legge n. 179/2017

La legge n. 190 per la prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni introduce la disciplina per la tutela del dipendente segnalante, con l’inserimento dell’articolo 54 bis, nel corpo del decreto legislativo n. 165/2001. Inoltre AN.AC. ha approvato (con determina n. 6 del 28 aprile 2015) le Linee Guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. Con la legge n. 179/2017 “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” si è inteso aggiornare e rafforzare ulteriormente la disciplina per la tutela, riformulando l’art. 54 bis del decreto legislativo n. 165/2001. 

Ultimo aggiornamento contenuti: 31/01/2019