Ulcere alle gambe, una patologia cronica, diffusa e dolorosa

Conoscerle, prevenirle e trattarle, al Maggiore, oltre duecento tra infermieri e medici al corso promosso da Chirurgia della cute

17/03/2017

Prevenire, medicare e trattare le ulcere della cute agli arti inferiori, cominciando dal conoscerle. Duecento tra infermieri e medici si sono ritrovati al Maggiore per fare il punto su una patologia diffusa, chiamati a raccolta grazie all’iniziativa “Affrontare la patologia dell’ulcera cutanea, i diversi trattamenti e gli specialisti coinvolti” promossa dalla struttura di Chirurgia della cute e annessi, mininvasiva, rigenerativa e plastica dell’Ospedale di Parma, di cui è responsabile Edoardo Raposio.

La parola d’ordine è diffondere la conoscenza su prevenzione, trattamento e conservazione. Molte sono le patologie che procurano, come conseguenza, ulcere della cute alle gambe, cominciando dall’insufficienza venosa e arteriosa per arrivare alle neoplasie, alle complicanze del diabete, alle vasculiti e addirittura ai traumi, senza dimenticare il decubito, un problema molto diffuso negli anziani costretti al letto o alla poltrona.

Le percentuali parlano chiaro: quattro anziani e un adulto su cento, soprattutto se donne, ne sono colpiti a confronto con un otto per cento di ammalati che sono guariti dopo due anni e un 67 per cento che, dopo la guarigione, vede il problema ripresentarsi. “Per questo, il trattamento è fondamentale e passa attraverso la diffusione di una cultura specifica”,  insiste Eugenio Grignaffini, della Chirurgia della cute e annessi, mininvasiva, rigenerativa e plastica e responsabile scientifico dell’evento.

L’ulcera, infatti, è una perdita di sostanza dolorosa, della cute o dagli strati sottostanti, che non ha tendenza a una guarigione spontanea e che nella maggior parte dei casi (il 70 per cento circa) è infetta o contaminata. “La corretta diagnosi e l’efficace trattamento portano ottimi risultati”, incoraggia Grignaffini. Di norma, il trattamento indicato può essere realizzato in ambulatorio, con specifiche toelettature e medicazioni realizzate, al Maggiore, dal centro vulnologico della  Medicina interna e lungodegenza critica. Nei casi più complessi, il ricorso alla chirurgia può diventare inevitabile. A praticarlo, per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, sono i professionisti della Chirurgia plastica e della Chirurgia della cute e annessi. 

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Ultimo aggiornamento contenuti: 17/03/2017
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