Il trasferimento: nessuna imposizione solo una scelta assistenziale sentiti i famigliari

Le precisazione sulla vicenda uscita sui social e ripresa dalla Gazzetta di Parma nell'articolo "Mia madre spostata su richiesta di una musulmana"

07/02/2018

In riferimento all’articolo “Mia madre spostata su richiesta di una musulmana”, uscito oggi sulla Gazzetta di Parma, solo alcune precisazioni per chiarire meglio la vicenda che vede coinvolte due pazienti dell’Ospedale Maggiore, entrambe ricoverate per un intervento chirurgico nel reparto  di Chirurgia Maxillo-facciale ed entrambe dimesse nei giorni scorsi, dopo la buona riuscita delle operazioni e le cure del personale medico e infermieristico della struttura, guidata dal professor Enrico Sesenna.

La direzione del Maggiore, venuta a conoscenza della vicenda attraverso i social, ha preferito non intervenire in prima battuta per meglio verificare l’accaduto con il personale presente in turno nel fine settimana.

Il trasferimento della signora nella stanza a fianco, dal letto 7 al letto 9 – precisa Giuseppe La Torre coordinatore infermieristico dell’unità operativa – non è ovviamente stato imposto ai famigliari della signora, ma è stato eseguito insieme a loro; tant’è – prosegue La Torre – che da quanto verificato il nipote della paziente si è dimostrato molto gentile con gli infermieri aiutandoli a spostare gli oggetti della nonna, presenti sopra al comodino”. 

Le cure e la degenza della signora sono quindi proseguite nella stanza a fianco insieme ad un’altra paziente di simile età anagrafica.

Il trasferimento –ribadisce il Prof. Enrico Sesenna, direttore della Chirurgia Maxillo Facciale-  è stato concordato dall’équipe e veniva incontro alle rispettive esigenze. Ci sembra del tutto ragionevole – conclude il primario –  mantenere un clima sereno e collaborativo da parte di tutti, in special modo quando questo non causa disagi ai pazienti e ai loro congiunti”.

Nessuna imposizione quindi  e nessun  trattamento differenziato della bimba, visto anche che di norma i pazienti pediatrici  sono ricoverati in stanze singole o insieme ad un altro bambino. Inoltre, in questo caso, i particolari drenaggi posti dopo la delicata operazione  rendevano comunque inopportuno lo spostamento della bimba. Solo quindi valutazioni di carattere assistenziale e medico come per ogni altro paziente.

Questo in merito alla vicenda. 

Quanto poi alla presenza di letti in corridoio, dichiarata dalla signora Mariella Battistotti, si precisa che in Chirurgia Maxillo-facciale la presenza di letti e barelle tecniche fuori dalle stanze di degenza fa parte della normale attività di consulenza specialistica che la struttura svolge per il Pronto soccorso. Non erano quindi pazienti ricoverati che non avevano una stanza, ma pazienti in attesa di una prestazione specialistica presso gli ambulatori d’urgenza chirurgica presenti all’interno del reparto. E, come sempre avviene, non appena terminate le cure fanno ritorno nella struttura di afferenza.

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Ultimo aggiornamento contenuti: 09/02/2018
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