Ricercatrice di Parma parteciperà alla Conferenza Nobel

Un medico in servizio presso l'Astanteria pediatrica è stata selezionata per il suo curriculum scientifico a far parte del gruppo di giovani ricercatori europei esperti di endocrinologia pediatrica invitati a Stoccolma

28/01/2008

Maria Elisabeth Street, medico in servizio presso l'Astanteria pediatrica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria diretta da Maria Teresa Tondelli e in precedenza ricercatrice della Clinica pediatrica diretta da Sergio Bernasconi, è stata selezionata dal comitato organizzatore dell'Assemblea dei Nobel per la Medicina e la fisiologia per partecipare alla Conferenza Nobel in programma il prossimo maggio a Stoccolma, che avrà come tema la biologia dei sistemi e la pediatria, in particolare l'obesità, il diabete e l'accrescimento in età pediatrica.

Le Conferenze Nobel sono conferenze a porte chiuse su argomenti specifici organizzate dallo stesso Comitato che assegna il Nobel per la Medicina e la fisiologia. Quest'anno sono stati invitati, oltre a un gruppo ristretto di massimi esperti mondiali, dieci giovani ricercatori sotto i 40 anni esperti di endocrinologia pediatrica, che presenteranno il proprio contributo e parteciperanno a tutte le fasi della discussione. Tra questi, Maria Elisabeth Street, che rappresenterà anche la Società europea di endocrinologia e diabetologia pediatrica e che presenterà una ricerca sui fattori di crescita placentari fondamentali per la crescita del feto.

Maria Elisabeth Street, utilizzando una tecnica di analisi introdotta di recente in medicina (le reti neurali artificiali) si è occupata infatti della fisiopatologia della placenta e ha cercato di individuare quali sono le proteine presenti nella placenta che influenzano la crescita del feto durante la gravidanza e sono la causa della nascita di bambini più piccoli rispetto alla loro età gestazionale. Grazie anche alla collaborazione della Ostetricia e ginecologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, è stato possibile individuare nella concentrazione di alcune proteine (interleuchina-6, IGF-II e IGF-binding protein-2) un meccanismo di ritardo dell'accrescimento fetale. Questi risultati comportano un'importante rilettura dei dati che erano presenti finora in letteratura.

La comprensione della fisiopatologia della placenta e della crescita del feto potrebbe in futuro essere utilizzata per programmare interventi farmacologici specifici, sia nella madre durante la gravidanza sia nei neonati nati troppo piccoli.

Il lavoro che verrà presentato a Stoccolma, è stato firmato, oltre che da Maria Elisabeth Street anche da altri professionisti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Sergio Bernasconi e Cecilia Volta della Clinica pediatrica. Lo studio è stato effettuato in collaborazione con un esperto di reti neurali del Centro diagnostico italiano di Milano, Enzo Grossi.

Maria Elisabeth Street, quarantenne di Parma, dopo la laurea in Medicina e chirurgia e la specializzazione in Pediatria, ha conseguito un dottorato in Gastro-endocrinologia pediatrica e un master in Endocrinologia pediatrica e disturbi dell'alimentazione e ha già al suo attivo circa 160 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Dal 1996 al 1999 ha trascorso alcuni periodi di ricerca a Londra, dove si è specializzata sullo studio dei fattori di crescita. La dottoressa svolge inoltre attività di referaggio per riviste internazionali e ha già ricevuto riconoscimenti in passato per i risultati delle proprie ricerche.