Obesity week 2017. Sabato 7 ottobre il convegno su obesità e gravidanza

L'appuntamento rivolto ai professionisti della sanità, rientra nella settimana dedicata alla prevenzione dell'obesità e alla promozione di un corretto stile di vita

La città di Parma anche quest’anno ospita la decima edizione di “Obesity Week. Alimentazione, salute, cultura” in programma da lunedì 1 fino a domenica 8 ottobre. Nel corso della settimana si susseguiranno una serie di iniziative che chiamano a raccolta esperti di molte discipline, impegnati in incontri e momenti scientifici e divulgativi sul tema della prevenzione dell’obesità e della promozione per un corretto stile di vita. Il progetto Obesity week è promosso da Leone Arsenio, presidente dell’Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica – ADI Emilia Romagna, e patrocinato da Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ausl di Parma.

Rientra tra le iniziative della settimana il convegno scientifico “Obesità in gravidanza. Prevenzione e cura” che si terrà sabato 7 ottobre nella Sala conferenze dell’Assistenza pubblica di via Gorizia a partire dalle 8.30. Apriranno i lavori congressuali Tiziana Frusca, direttore dell’Unità Operativa Ostetricia e ginecologia dell’Ospedale e Carla Verrotti, direttore Salute donna dell’Ausl di Parma e si alterneranno successivamente le relazioni dei professionisti della sanità sul tema della prevenzione dell’obesità in gravidanza ponendo l’accento sull’allattamento e l’impiego degli integratori e cura della paziente obesa dal punto di vista dell’ostetrica e dell’anestesista. Seguirà la tavola rotonda sul parto e puerperio della donna obesa con focus sul percorso diagnostico terapeutico. Sono stati richiesti i crediti ECM. Per maggiori informazioni contattare l’indirizzo e-mail echiofalo@ausl.pr.it.

Approfondimento sull’obesità

Secondo il report “Health at a Glance Europe 2010”, messo a punto dall’OCSE e dalla Commissione Europea, oltre la metà degli abitanti del Vecchio Continente è in sovrappeso, con un tasso di obesità che è addirittura raddoppiato negli ultimi 20 anni nella maggior parte degli Stati membri dell’UE. In Italia, circa il 10% della popolazione è obeso e il 40% in sovrappeso, ma si prevede che in 15 anni salirà al 70. Globalmente l’indice di massa corporea (BMI) è aumentato fra il 1980 ed il 2008 di 0,4 kg/m2 per decade negli uomini e di 0,5 kg/m2 per decade nelle donne.

Le possibili risposte comprendono strategie di comunicazione e di informazione sanitaria focalizzate sui benefici di un’alimentazione sana e di una regolare attività fisica; misure fiscali per determinare, da un lato, l’aumento dei prezzi dei cibi con ingredienti non salutari e, dall’altro, ridurre il costo di alimenti sani ricchi di fibre; normative atte a potenziare l’informazione nutrizionale o limitare il mercato degli alimenti non salutari. Se, infatti la patogenesi dell’obesità è connessa a scorrette abitudini di vita, la patologia a sua volta è connessa alle quattro più diffuse patologie croniche: cancro, diabete, malattie respiratorie e cardiovascolari. 

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Ultimo aggiornamento contenuti: 10/10/2017
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